Ventesima Lettera aperta al Sindaco di Milano

A me fa bene sfogarmi per il mio io
Io farei un atto dimostrativo in una piazza molto importante
Tutti hanno diritto di lavarsi come si deve
Mia madre mette via un euro al giorno per darmi un piccolo aiuto
E’ venuto un perito, solo che ha visto e basta, è finito lì
Ma com’è l’andazzo?
Avevo sogni sulla Chiesa, ora prego per la Chiesa
L’invito a «liberare la brace dalla cenere

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Diciannovesima Lettera aperta al Sindaco di Milano

Non ce n’è lavoro
Yerba Mate
L’invito a Francesco
Quartiere Calvairate – una delegazione da Via Tommei 8
È questo il degrado? degrado di chi? di che cosa? Quale via d’uscita?
Chissà questo papa come gli piacerebbe questo nome
Ma dottore, scherziamo
Nonostante tutto, al mercato si vede la voglia di vivere che abbiamo
Perché Elisabetta, come appare, desta allarme.

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Diciassettesima lettera aperta al sindaco di Milano

Una vertenza con il Comune di Milano e con ALER
Allora io dico: dovrebbero darci una casa adeguata.
Se ALER non le va bene, vada altrove
Si ricomincia da capo
Il regolare funzionamento dei serramenti in legno
Ero a letto e ho sentito che il vento mi batteva sulla faccia
Non credevo che morire fosse così difficile
A chi ci rivolgiamo?

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